Incontro dell’ANVGD Milano dedicato alla Terza Guerra d’Indipendenza

Fonte: https://www.anvgd.it/incontro-dellanvgd-milano-dedicato-alla-terza-guerra-dindipendenza/

di Lorenzo Salimbeni Nuovo appuntamento per il ciclo di incontri dedicati alla storia del Risorgimento presso la sede del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in via Duccio da Boninsegna 23.

Venerdì 26 gennaio dalle ore 17:00 alle 18:30 si parlerà di Terza Guerra d’Indipendenza (1866), con un filmato  che aprirà la riunione e fornirà spunti per il successivo dibattito.

È il primo conflitto in cui si cimentò il neonato Regno d’Italia (sorto ufficialmente il 17 marzo 1861), che intendeva completare la liberazione dei territori italiani ancora sotto la dominazione dell’Impero d’Austria. Nel 1863 il glottologo e patriota Graziadio Isaia Ascoli, appartenente alla comunità ebraica goriziana, aveva individuato tali province come le Tre Venezie; Euganea, Tridentina e Giulia.

Gli eventi bellici del 1866 furono nefasti per l’esercito di Casa Savoia, sconfitto a Custoza e nella battaglia navale di Lissa, mentre solamente i volontari garibaldini conseguirono risultati significativi vincendo a Bezzecca ed avviandosi verso Trento che non riuscirono a raggiungere in quanto entrò in vigore l’armistizio di Cormons e Giuseppe Garibaldi rispose con il celebre “Obbedisco” all’ordine di arrestare l’avanzata. La sconfitta marittima pregiudicò invece il progetto di uno sbarco in Dalmazia, che avrebbe dovuto scatenare una rivolta di patrioti ungheresi nelle retrovie asburgiche.

L’Italia ottenne comunque il Veneto grazie all’alleanza con la Prussia che aveva invece vinto a Sadowa, togliendo così a Vienna la supremazia nell’area tedesca: Francesco Giuseppe avrebbe quindi compiuto l’inorientamento della politica estera austriaca, che puntava così a proiettarsi verso i Balcani ove l’Impero Ottomano cedeva terreno e c’erano però già gli interessi della Russia zarista. Invano negli anni precedenti i patrioti italiani in Istria avevano chiesto il ricongiungimento amministrativo con Venezia, confidando in una sua imminente annessione all’Italia e per poterne così seguire le sorti

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